Un inverno molto mite ha determinato un netto anticipo nel risveglio della natura e così il germogliamento delle viti è iniziato già dagli ultimi giorni di marzo, con circa 20 giorni di anticipo rispetto alla media, 15 giorni rispetto al 2006 e circa 10 giorni rispetto al pur caldo e precocissimo 2003. La fioritura e lo sviluppo della vegetazione sono state regolari, poi le piogge di inizio giugno hanno mitigato la calura e interrotto la siccità primaverile, predisponendo quindi la vite a un nuovo veloce scatto in avanti. Il periodo estivo ha avuto un andamento meteorologico regolare che ha permesso una maturazione costante delle uve sempre mantenendo un discreto anticipo sulle annate precedenti. In alcune zone, spesso solo su vigneti giovani, quelli con meno di 7-8 anni di età, la calura di luglio ha determinato la comparsa di sintomi da carenza idrica: appassimento delle foglie basali, scottatura degli acini ed infine alcuni acini sono rimasti eccessivamente piccoli e di qualità decisamente compromessa (quindi eliminati in fase di cernita grappoli). Il grande caldo secco di luglio insieme alla permanente siccità, quindi, hanno impedito il rigonfiamento dei grappoli e hanno determinato pesi dei grappoli e produzioni leggermente inferiori rispetto all’annata 2006.
La Franciacorta ha iniziato la vendemmia più precoce d’Europa: al primo giorno di agosto le uve per base Franciacorta. È stata una annata di quantità non abbondante, con una qualità sanitaria eccezionale e una qualità enologica variabile. Lo Chardonnay non ha evidenziato sfumature particolarmente caratterizzanti, i mosti presentavano dati analitici di zuccheri, acidità e pH buoni. Profumi di buona intensità, con tipiche note floreali e fruttate tendenti alla frutta secca con l’affinamento.
I vini rossi sono invece dotati di volume, tannino e capaci di buon invecchiamento, dato che il gran caldo ha favorito l’accumulo delle componenti polifenoliche e spostato gli equilibri zucchero-acidici a favore delle morbidezze.