L’inverno caldo (con solamente 4 notti con termometro sceso sotto lo zero temico) e l’eccezionale ricchezza di acqua nel suolo per via delle copiose piogge, hanno determinato un precoce germogliamento delle viti (tra fine marzo e inizio aprile). Le temperature hanno poi sfiorato gli 0°C a germogliamento avvenuto, causando un rallentamento della crescita dei tralci e limitando la precocità dell’annata a circa 10 giorni rispetto alla media. La primavera fresca e ventilata, caratterizzata da giornate soleggiate interrotte da ripetuti ma brevi eventi piovosi, ha permesso una ottimale crescita e nutrizione delle piante, che evidenziavano in fioritura foglie molto verdi e ben disposte sulla spalliera, sintomo di ottima risposta alla luce del sole. Da fine giugno gli eventi piovosi si sono ripetuti con frequenza giornaliera fino all’inizio di agosto, generando condizioni idonee per le infezioni sia di peronospora che di oidio e mettendo a dura prova le capacità di gestione dei trattamenti di difesa. La temperatura si è mantenuta ben al di sotto delle medie del periodo e ciò ha rallentato ed in qualce caso fermato lo svuluppo dell’uva in fase di invaiatura, tanto che l’annata da precoce si è trasformata in tardiva. Le copiose piogge, unite ai danni della grandinata del 3 di luglio (5% di produzione persa), hanno inoltre determinato un importante apporto di acqua nel grappolo, che ha causato eccessivo rigonfiamento delgli acini in fase di maturazione. Le piogge di agosto, meno sistematiche rispetto ai mesi precedenti ma pur sempre eccessive, hanno determinato eccessiva pressione tra gli acini e distaccamento degli stessi dal peduncolo, con conseguente fuoriuscita di mosto causa di marciume acido e botrite in alcune parti dei grappoli. La distribuzione ripetuta di microrganismi competitori ha contenuto la perdita di produzione a un 20% circa del raccolto e ha consentito di ritardare la raccolta tra la prima e la seconda decade di settembre, in quanto a fine agosto le acidità erano sorprendentemente elevate e il grado zuccherino molto basso. Nonostante l’attenta cernita delle uve e l’eliminazione delle parti di grappolo malate, le basi spumante mostrano valori di acidità volatile abbastanza elevati, anche se gli altri parametri chimici sono sorprendentemente buoni, con acidità altissime; anche le prime impressioni al gusto paiono positive.
L’annata non ha consentito la produzione di vini bianchi fermi.
Le temperature e le piogge di luglio e agosto hanno riproposto sulle uve rosse infezioni peronosporiche e oidiche solitamente non presenti in questa fase dell’anno, la difesa con rame e zolfo è quindi stata prolungata fino a metà agosto. Le piante mostravano nel mese di settembre metabolismo rallentato, verso fine settembre lo stato sanitario mostrava peggioramenti, si è quindi deciso di vinificare in bianco e in rosato le uve rosse per produrre vino spumante di qualità. In rosso si sono vinificate solo le uve del Cellatica.
Rame metallo utilizzato nella campagna 2014:
UVE BIANCHE: 2,14kg / ettaro netto vitato
UVE ROSSE: 2,80kg / ettaro netto vitato
Limite di legge = 6 kg / ettaro iscritto