Inverno secco, con assenza quasi totale di precipitazioni. Temperature rigide per tutta la giornata si sono registrate solo tra la fine di dicembre e l’inizio di gennaio. Poi è iniziata una alternanza di caldo anomalo durante il giorno (con viti che evidenziavano sintomi del pianto già nel mese di febbraio) e freddo pungente durante la notte. Germogliamento leggermente anticipato (primissimi giorni di aprile) ma piuttosto lento a causa della mancanza di acqua nel suolo. Dalla metà di aprile gli eventi piovosi si sono ripetuti con una frequenza quasi giornaliera fino alla pre-fioritura, con numerosi i temporali capaci di scaricare molta acqua in poco tempo e due leggere grandinate, la prima ha solo segnato le foglie, la seconda ha invece fatto danni significativi e ridotto la produzione del 10% circa. In questa fase, caratterizzata da temperature molto più basse della media del periodo, lo sviluppo dei funghi peronosporici si è dimostrato lento e stentato, nonostante le piogge battenti e le prolungate bagnature fogliari. Ciò ha consentito pochi interventi a minime dosi di rame e zero zolfo. Il freddo ha inoltre causato germogliamento disomogeneo, tanto che al 20 maggio si notavano sulle stesse piante tralci di 80cm, di 5cm e gemme non aperte (altro 20% circa di mancata produzione). Dal 1 giugno le piogge si sono interrotte ed è iniziata l’estate, caratterizzata da giornate luminosissime, ventilate e con temperature mai eccessive per quasi tutto il mese. La fioritura è stata tardiva (7-10 giugno lo Chardonnay) e disomogenea. In questa fase sono anche apparsi significativi danni da peronospora, sviluppatasi istantaneamente a seguito dell’aumento delle temperature. Nel mese di giugno la crescita delle viti (sia tralci che grappoli) è stata rapidissima. Dal 25 giugno le temperature giornaliere hanno sfiorato i 40°C per circa una settimana, poi sono leggermente scese superando comunque costantemente i 30°C. Il caldo e la mancanza di pioggia hanno drasticamente rallentato la crescita delle viti. Le temperature e la minor ventilazione evidenziata in questa fase della stagione ha creato condizioni ideali per l’oidio, e conseguentemente grande attenzione alla difesa a base di zolfo. Ad inizio luglio si sono notati i primi ingiallimenti delle foglie basali per stress idrico e qualche segno di scottatura sui grappoli. Domenica 14 luglio, dopo 45 giorni di siccità, sono caduti 8mm di pioggia che hanno idratato il suolo e soprattutto rinfrescato la temperatura. La settimana successiva è stata caratterizzata da luce, giornate ventilate e gradevolmente fresche, quindi altri 10 con temperature giornaliere sopra i 30°C che hanno preceduto la violenta grandinata del 1 agosto che ha causato significativa perdita fogliare e 10% circa di danno nei vigneti da spumante, importante perdita fogliare e 25% circa di danno nei vigneti da rosso. La pioggia caduta ha però idratato le viti causando una rapida ripresa metabolica che ha permesso la conclusione dell’invaiatura nelle uve da spumante (molto lenta precedentemente, durata circa 3 settimane) e l’inizio dell’invaiatura nelle uve da rosso. La maturazione delle uve da spumante ha evidenziato un rapidissimo accumulo degli zuccheri (0,35%vol potenziale/giorno in pre-raccolta), tanto che dopo soltanto due settimane dalla fine invaiatura è cominciata la vendemmia. In questo arco di tempo si sono verificati due grossi temporali, alternati da belle giornate di sole. A maturità, le uve da spumante sembravano acerbe all’assaggio, con evidente acidità e buccia piuttosto astringente. In effetti, l’acidità si è evidenziata anche nei mosti, ma anche i profumi e la sapidità si sono dimostrati particolarmente esuberanti. Fermentazioni molto lente, forse anche a causa della rapida maturazione (i lieviti hanno avuto poco tempo per svilupparsi sulla buccia) e dei forti temporali (dilavamento della flor formata). Anche la maturazione delle uve di Tamerlano è proseguita in modo estremamente rapido. La vendemmia delle uve da bianco e spumante si è svolta in condizioni ottimali.
Un paio di eventi piovosi hanno preceduto la vendemmia delle uve rosse, iniziata col Merlot già ad inizio settembre. 3 giorni di pioggia, quindi una serie di giornate fresche e soleggiate hanno preceduto la maturazione delle 4 uve del Cellatica, raccolte verso la metà di settembre. Verso la fine del mese si è invece raccolto il Cabernet sauvignon, in condizioni ottimali di clima e maturazione. Si attendono vini rossi di spiccata personalità, con buona struttura e tannicità dovute alla completa maturazione fenolica.
Rame metallo utilizzato nella campagna 2019:
Zolfo utilizzato nella campagna 2019: