Nell’arco del periodo vegetativo della vite, l’andamento meteoclimatico è stato caratterizzato da situazioni altalenanti: in particolare nei mesi di febbraio-aprile si sono succeduti repentini passaggi da condizioni termiche primaverili, con riduzioni delle umidità relative (dovute a vistosi episodi di vento), a condizioni di intense piogge. Successivamente si è verificato un periodo di stabilità climatica con temperature elevate di giorno e fresche di notte fino a fine giugno. Luglio è stato un mese fresco e con piogge brevi ed intense. Dopo l’ultimo evento temporalesco del 4 agosto abbiamo riscontrato un clima arido e temperature elevate che hanno portato ad un’accelerazione della maturazione delle uve ed un repentino accumulo di zuccheri negli acini. La vendemmia delle uve 2000 è stata piuttosto precoce. Gli acini si presentavano molto piccoli, ricchi di succo e con la buccia spessa; non si sono verificati particolari problemi sanitari, anche se l’andamento meteorologico è stato molto particolare. Soddisfacenti le produzioni sia dal punto di vista quantitativo sia dal punto di vista qualitativo. Ottimo il rapporto zuccheri/acidità nelle uve. I vini presentano, infatti, un ottimo titolo alcolometrico con residui zuccherini limitati, un buon valore del pH e soprattutto di acidità, ottimo tenore fenolico, buona struttura, corpo, profumi e aromi assai vari e molto delicati. In sintesi, vini adatti ad un lungo invecchiamento.
Annata caratterizzata da temperature medie piuttosto basse fino all’allegagione del grappolo con precipitazioni consistenti e ben distribuite che hanno prodotto grappoli non troppo serrati. Dopo l’allegagione la stagione ha riservato un cambio climatico per cui le temperature sono diventate piuttosto alte e le precipitazioni sono divenute molto scarse a partire dall’invaiatura, consentendo alle uve una maturazione ottimale sia dal punto di vista sanitario che analitico. I danni da grandine sono stati mediamente molto contenuti. Le uve sono maturate piuttosto anticipatamente ma con qualche giorno di ritardo rispetto lo scorso anno. I mosti presentavano un ottimo rapporto zuccheri/acidità e i vini base sono molto puliti, ricchi di profumi varietali intensi e molto fini. I vini 2001 annunciano una grande annata.
L’inverno particolarmente rigido ed asciutto ha indotto un germogliamento della vite disforme e piuttosto stentato che poi si è ripreso grazie alle condizioni meteo primaverili che hanno favorito il recupero vegeto-produttivo della coltura. Durante la fioritura le giornate sono state fredde e piovose e ciò ha prodotto una ridotta allegagione con conseguente minor peso medio del grappolo. Dopo il mese di giugno, particolarmente caldo e asciutto, l’estate è stata caratterizzata da basse temperature medie ed elevate piogge. Un importante evento grandigeno verso metà agosto ha causato la perdita del 90-100% della produzione, nonché importanti danni sui tralci.
Il 2003 rimarrà impresso nella memoria dei viticoltori come anno della “eccezionalità”. Mai si è assistito ad una stagione meteorologicamente tanto anomala e particolare.
Annata caratterizzata da piogge molto limitate per i primi nove mesi dell’anno. Dopo le basse temperature di inizio primavera, le temperature si sono mantenute su livelli superiori alla norma soprattutto nel periodo estivo. E’ stata quindi un’annata asciutta e calda che ha determinato un anticipo della maturazione delle uve di ameno 10 giorni rispetto all’anno precedente e di conseguenza anche ad un anticipo della raccolta.
Queste particolari condizioni climatiche hanno consentito la produzione di uve di eccellente stato sanitario, con un contenuto zuccherino superiore alla media e con un adeguato rapporto zuccheri/acidità. Nei mosti si è riscontrata un’acidità più bassa rispetto al 2002 dovuta alla minore presenza di acido malico ed ai maggiori contenuti di acido tartarico, quindi si può presumere essa sia un’acidità più stabile. In quasi tutti i vigneti i livelli di APA sono più bassi dell’anno passato (circa il 40% in meno). La resa sia in campo che in cantina è stata quantitativamente inferiore agli scorsi anni a causa della limitata disponibilità idrica e alla conseguente maggiore concentrazione dei succhi delle bacche e dei postumi delle grandinate di fine stagione 2002, che avevano danneggiato le gemme fruttifere. I vini sono molto ricche e potenti, caratterizzati da un buon grado alcolico e con un corpo e una complessità aromatica importanti.
Annata caratterizzata da temperature mai eccessivamente elevate di giorno, e abbastanza basse di notte, con ottime escursioni termiche che hanno consentito la sintesi e la preservazione degli aromi nelle uve. Si è potuto notare un ritardo della maturazione imputabile a diversi fattori tra cui il lento avvio stagionale e la presenza di un rigoglio vegetativo eccessivo durante tutto il periodo estivo.
La situazione sanitaria delle uve è stata abbastanza buona, ad eccezione di rari casi di marciume acido in un vigneto giovane. Vendemmia regolare anche da un punto di vista quantitativo con produzioni che, dopo due anni di raccolti scarsi, si sono riportate sui valori previsti a inizio campagna. L’andamento climatico ha consentito di esaltare le personali vocazionalità delle varie microaree viticole, consentendo di prevedere la produzione di vini marcatamente differenti a seconda delle zone di provenienza, di ottima finezza e con acidità sostenute. Tutte premesse per creare cuveé di grande freschezza, aromaticamente complesse, potenzialmente molto longeve e di grande personalità.
Annata dal decorso altalenante almeno fino alla fioritura. Un anomalo periodo di freddo intenso che si è avuto a cavallo dei mesi di febbraio e marzo ha provocato un leggero ritardo vegetativo ad inizio stagione con germogliamenti irregolari o stentati. Col proseguire della stagione l’andamento meteorologico si è regolarizzato con tempo secco, soleggiato, e buone escursioni termiche tra giorno e notte, fino a fine Luglio. I mesi di agosto e settembre, invece non sono stati certo favorevoli alla maturazione dell’uva, in quanto si sono susseguite abbondanti giornate piovose e nuvolose che hanno provocato la perdita di una notevole quantità di radiazione solare e di conseguenza ridotti accumuli termici. Inoltre la ridotta insolazione e l’elevata umidità hanno rischiato di compromettere la qualità delle uve: la prima poiché causa un minore accumulo di sostanze, sia zuccherine che polifenoliche all’interno delle uve, e la seconda in quanto condizione favorevole allo sviluppo della Botrite. Da sottolineare il limitato carico di uva (diminuzioni di produzione del 30% rispetto al 2004, con punte del 50% in meno), dovuto sia a una grandinata verso metà luglio, sia al minor numero di grappoli e, aspetto molto interessante per la qualità del raccolto, alla minore dimensione degli acini. Minore dimensione degli acini significa minor compattezza del grappolo, meno suscettibilità alla Botrite, miglior rapporto buccia/polpa. Il minor carico produttivo inoltre ha fatto riscontrare tenori zuccherini maggiori (1-1.5 °Babo) e un’acidità totale inferiore (1-1.5 g/l di acidità totale). Rispetto al 2004 si può osservare un leggero anticipo di maturazione pari a circa 4-7 gg.
Nel complesso si sono manifestati pertanto buoni accumuli di zucchero uniti a limitati decrementi del tenore acidico e valori di pH particolarmente contenuti. Il profilo aromatico delle basi si è rivelato estremamente promettente per eleganza e potenzialità d’invecchiamento.